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Quatre quarts di compleanno e Home Sweet Home/Sick Project (nuovo!)

“Ma quando pubblichi un’altra torta?” Mi chiede mia mamma. Così ho fatto una torta per il suo compleanno, anzi due. Un quatre quarts bretone, cioè una torta in cui c’è tanta farina quanto zucchero quanto burro quante uova, circa. L’ho fatta e mangiata, perché mamma ha compiuto gli anni a 8167 km da me.

Auguri mamma!

Ingredienti
250 gr di farina
250 gr di zucchero
4 uova
250 gr di zucchero
Lievito (circa 8gr, mezza bustina)
Decorazione: fragole, zucchero, acqua, colore alimentare (facoltativo)

Gli ingredienti per il quatre quarts di compleanno

Separare i tuorli dagli albumi, mettere gli albumi da parte in una grande ciotola e cominciare dai tuorli: mescolarli allo zucchero in una ciotola. Sciogliere il burro. Io lo sciolgo nella teglia in cui metterò la torta mentre il forno si scalda. Così quando tolgo il burro imburro la teglia. Appunto: scaldare il forno a 180°.
Aggiungere il burro morbido/fuso al composto e mescolare con costanza. Deve venire fuori una crema spumosa.

L'impasto per il quatre quarts
Aggiungere la farina e il lievito e mescolare ancora. Montare a neve ferma gli albumi e aggiungerli all’impasto senza smontarli troppo.
Versare il composto nella teglia imburrata e infarinata e cuocere in forno a 180° per circa 45 minuti. Io ci ho messo meno perché invece di una teglia ho preparato due cuori per mamma e una tigre per me e Orso. E poi lo sapete, ogni forno è diverso.

I cuori di compleanno pronti

Quando la torta è pronta, togliere dalla teglia e far raffreddare.
Sciogliere lo zucchero (50gr ad esempio) con un cucchiaio d’acqua calda. Se si usa lo zucchero a velo la glassa diventa opaca e uniforme, io non ce l’avevo, ho usato lo zucchero normale e mi è venuta una bella glassa brillante. Ho aggiunto qualche goccia di colorante alimentare rosso per dare una sfumatura rosa. Rivestire la torta di glassa con una spatola o un cucchiaio. Decorare con fragole e auguri.

I cuori decorati! I cuori decorati!

Orso ha messo il suo zampino nella decorazione!

Due cuori e una tigre
“Perché non hai fatto una torta normale?”
Quando ho fatto le valigie per traslocare avevo a disposizione circa 90 chili  di bagaglio per portare tutto. Quindi alcune teglie da forno sono state sacrificate, ma l’essenziale l’ho comunque portato. Dicesi essenziale: due teglie a forma di cuore ed una a forma di tigre.  E naturalmente uno sbuccia aglio fucsia e un grembiule che sembra un vestitino.

Ho traslocato tante volte, circa una all’anno dal 2005. Potrei dire che il tempo dei traslochi è dietro di me se non sapessi che mi aspettano un’altra trasferta intercontinentale ed un altro trasloco nei prossimi sei-sette mesi.
Avete presente quando le persone fanno finta di lamentarsi ma in realtà si vantano? Ecco, con me non correte questo rischio: io mi compiaccio proprio.
Comunque, viaggiare e traslocare ha cambiato il mio rapporto con le cose.
La vera misura del valore delle cose per me è diventata: la voglio così tanto che me la porterei su assieme a tutto il resto per quattro piani di scale? Pagherei l’affitto di una casa più grande solo per averla? Però questa valutazione la faccio a modo mio.

Il fatto è che sono una feticista. Non nel senso sessuale del termine, anche se farebbe aumentare le visite al blog ben più del glorioso giorno in cui ho pubblicato la ricetta della mia Sacher. In senso etnologico e cioè, c’è tutta una serie di oggetti che mi porto dietro comunque, perché per me rappresentano altro, qualcun altro. Non una divinità però, ma una persona. Lei che era con me, che me le ha regalate, che ne ha uno uguale, che mi viene in mente quando la guardo. O una città, che per me è praticamente una persona. Così io negli anni mi porto dietro sciarpe, sbuccia aglio, presine ma anche statuine di einstein, anelli, bambole giapponesi, salvadanai, cartoline, rossetti, libri, magneti, cornici, tazze che vale la pena trasportare per quattro piani di scale.

La sciarpa con i fiori è B., quelle multicolori M. Gli addobbi di Natale sono S., la scatola del cioccolato S. e E. e le teglie a cuore…
Mamma ovviamente è quasi tutto, ma soprattutto le scarpe con le zeppe, le borse e la bilancia.
Così ho cominciato a fotografarli per casa per farvi vedere che dovunque vada, voi venite con me. Li trovate qui:

homesweethomesick project

Instagram

Ho chiamato questo progetto di fotografia domestica “Homesweethome-sick” e sono molto fiera del gioco di parole.

E Lucy chi rappresenta? Lucy sono io che viaggio da sola, ma questo post è già abbastanza lungo così.

English version in progress, maybe. 

S. Valentine’s purple crumble

Come scrivo ogni volta che pubblico un post tematico: i post tematici attirano un sacco di traffico, fatevene una ragione.

Crumble viola di S. Valentino: pronto!

Essendo una persona che passerebbe la vita a mangiare torte come se fosse sempre un’occasione speciale, a fare e ricevere i regali tutti i giorni come fosse Natale, ed a guardarsi romanticamente negli occhi e tenersi per mano* con l’amato marito Orso ogni sera come sarebbe prescritto dalla ricorrenza di oggi, il concetto di occasione speciale in sè mi tocca così così.

Però domenica ho fatto una torta che è venuta fuori colorata ed ho deciso di usare gli stampi a forma di cuore che mi hanno regalato M&A. Semplice, buonissima e bella, farà fare una gran figura con l’amato/a.

Ho scritto il titolo in inglese così mi vergogno meno di aver scritto un post di San Valentino.

Crumble violetto di San Valentino

Ingredienti per il crumble viola di S. Valentino

Ingredienti
120g burro
120g farina
140g zucchero
3 mele
200 g mirtilli
cannella
fiori di lavanda (se vuoi)

Preparazione del crumble viola di S. ValentinoAmmorbidire il burro a temperatura ambiente. Sbucciare le mele e tagliarle a cubetti. Saltare in padella i cubi di mela e i mirtilli con un poco di burro e due cucchiai di zucchero. Adesso succede una cosa buffa: le mele si colorano di un bel viola. Saltare la frutta per soli 5 min e aggiungere una piccola manciata di fiori di lavanda. Attenzione: mangiare la lavanda non piace a tutti, a molti sembra di mangiare sapone. In quel caso non metteteli, facile, no?

Preparazione del crumble viola di S. Valentino

Disporre le mele e mirtilli in una teglia, magari a forma di cuore. Mescolare con le mani il burro, lo zucchero rimasto, la farina e mezzo cucchiaino di cannella. Non scaldare troppo l’impasto con le mani: devono formarsi dei bricioloni. Se l’impasto fosse troppo molle, lasciarlo dieci minuti in frigo.

Preparazione del crumble viola di S. ValentinoRicoprire la frutta con il briciolame (delizioso, provate ad assaggiarlo). Infornare a 190° per 18 minuti.
Servire tiepido con della panna montata, magari nel pomeriggio con un tè. Che poi  un invito per il tè è molto più raffinato della solita cena.

Crumble viola di San Valentino

*per chi non riconosce la mia idea di romanticismo nel “guardarsi negli occhi e tenersi per mano”: la mia più assidua lettrice è mia mamma. Ci siamo capiti.

Pavlova di capodanno

Tagliamo corto. Siete venuti per la torta.
Per avere un’idea per la cena di Capodanno che non sia il solito pandoro/panettone condito con la crema al mascarpone. Ho visto questa torta sulla copertina di una rivista (la Cucina Italiana) mentre ero in Italia, mi è sembrata subito buonissima ma con una forma poco pratica, così ho deciso di rifarla a modo mio: più semplice e più facile da tagliare in piccole fette.
E poi è sempre una torta Pavlova…
Non vi devo rispiegare la storia della Pavlova, vero?
Pavlova al cacao e frutti di bosco

Ingredienti: 
4 albumi medi
200 gr zucchero (per fare una buona meringa di solito uso 50-60 gr. di zucchero per tuorlo)
250 ml panna da montare
150 gr cioccolato fondente (quello chiamato “per copertura” va benissimo)
10 gr burro
20 gr cacao
Un melograno: serviranno circa la metà dei chicchi di un melograno grosso, quelli che vi restano possono essere aggiunti all’insalata
100 gr mirtilli blu, perché sono buonissimi con panna e meringa

Siccome la meringa impiega almeno un’ora e mezza a cuocere, io l’ho fatta la sera prima di servire la torta, quindi potresti prepararla stasera mentre perfezioni la lista della spesa per il menu di domani.

Albumi montati a neve fermissima

Montare gli albumi con un pizzico di sale. Quando sono ben montati aggiungere poco a poco lo zucchero. Bisogna avere pazienza, non si deve abbandonare fino a che gli albumi sono così sodi che si può girare la ciotola a testa in giù e loro rimangono attaccati al fondo (girare in fretta la ciotola, mi raccomando!). Aggiungere il cacao setacciandolo con un colino per evitare i grumi e ammirare la meringa che si colora.

Adesso la parte divertente: con un spatola disporre la meringa sulla carta da forno. Rovesciarla in un punto e poi espanderla fino a formare una torta di circa 20 cm di diametro con un avvallamento in mezzo. Come una quasi ciambella. Insomma, così:

Meringa al cacao

Cuocere nel forno un po’ aperto a 120° per un tempo che, davvero, dipende dal vostro forno. Diciamo dall’ora alle tre ore, non scherzo! Tenere il forno un po’ aperto -poco, ad esempio mettendo il manico di un cucchiaio di legno a impedire la chiusura- permette alla meringa di seccarsi senza bruciarsi. La meringa deve seccarsi completamente sopra, ma restare appiccicaticcia sotto.

Una volta cotta e raffreddata la meringa, preparare il ripieno al cioccolato per riempire l’avvallamento centrale della meringa.

Sciogliere il cioccolato con il burro versandoci sopra 100 ml di panna, mescolare fino a che i tre ingredienti non formeranno una crema lucida (ganache) e deliziosa.

Meringa, ganache, panna e frutti natalizi

Riempire il centro della torta con questa crema al cioccolato, sempre con la spatola, lasciando uno strato spesso dappertutto.
Lasciare raffreddare la torta e nel frattempo  montare la panna restante con un pizzico di vaniglia. Ricoprire la torta con un generoso strato di panna e spargere casualmente chicchi di melograno e mirtilli sulla torta e sul piatto.

Pavlova delle feste pronta

Astuzia: la meringa si incollerà alla carta da forno, se provate a staccarla romperete la torta. E’ più facile staccare le fette di torta già tagliate. Quindi meglio tagliare la carta in eccesso per “nascondere” la carta da forno al momento di servire.

Avendo usato panna senza lattosio e neanche un grammo di farina, questa torta è adatta a chi soffre di intolleranza al glutine (celiachia) ed al lattosio (cioè io).

Will you marry me?

Today two people asked me to marry them. If only one person proposed I could have considered it quite ordinary, I’ve been there before (actually no, I’ve never been asked), but two: it clearly deserves some thinking and writing.

I talk about a lot of things I am not a expert of and working as a journalist doesn’t help.
I am certainly not a meringue expert, I’ve baked them only a few times. I am not a marriage expert since I’ve been married for six months only: precisely today by the way.
Maybe it’s the oven, maybe it’s the husband. But hey, they both came out well. Maybe it’s me too, couldn’t it be?

Many say that they prefer not to get married so that they can choose each other everyday. While of course I respect that, it leaves me unsatisfied. I don’t need to ask myself the question everyday. I love him so much or maybe just enough to know the answer will be “yes”. People change overtime, you say, and I agree. But I could not imagine a different and older version of myself who doesn’t love cream and meringue and raspberries and Orso.
Thus to celebrate this half anniversary and my double marriage proposal I chose a mini version of our wedding cake: Pavlova with berries.

Mini-pavlovas with berries and cream

Pavlova is not the most obvious choice for a wedding cake, since you cannot make a real a piece montée out of it, there is no cake dough in it, just meringue. Two people who haven’t known each other for long, who only had a long distance relationship, who have never lived together and who don’t speak the same language(s) are not the most obvious characters for a wedding. Sometimes you have to trust yourself with making the right choice.

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Since I’m not home I don’t have the exact recipe with me: be patient!

This cake is for Orso, who is -needless to say- in a different country than me at the moment, and for the two people who consider me enough of a friend and a marriage expert to ask me to marry them: to each other.

I said yes.

Il dolce di Natale dalla memoria lunghissima (Stollen – Weihnachtsstollen)

Il dolce di Natale quest’anno ha la memoria lunga, due settimane almeno. Per un dolce mi sembra una gran cosa.

Gli ingredienti per lo Stollen

Io ho la memoria lunghissima oppure inesistente. Non mi ricordo “più o meno” di esser stata in un posto. Mi ricordo tutti i dettagli, mi ricordo di come ero vestita e delle parole che hai usato, una per una. Come Funes di Borges, sono prigioniera di tutte le cose insignificanti che ricordo.
Oppure non ricordo niente. Ma proprio niente, come una rockstar degli Anni Settanta, senza la vita da rockstar però. E senza gli anni Settanta.

Così, ogni volta che mi arrabbio perché non mi hanno messa al corrente di qualcosa aggiungo: “a meno che tu me l’abbia detto e io l’abbia già dimenticato, in quel caso allora scusa”.

In pratica ho una memoria selettiva, ma capricciosa. Non mi ricordo le liti ad esempio, così ci passo sopra in fretta, ma neanche le riconciliazioni e le scuse, così serbo rancore infinito.
Mi ricordo bene ciò che ho detto e mi imbarazza anche oggi, anche se avevo 15 anni, e tutti abbiamo avuto 15 anni ad un certo punto.
Talvolta la memoria è un gioco da fare in autobus, tipo ricordare una poesia lunga che pareva dimenticata da anni o la voce registrata della metropolitana di Praga dieci anni fa.
Talvolta il gioco è tortura per chi mi sta di fronte, perché mi trasformo nel suo specchio: non negare, io mi ricordo.

La memoria si trasferisce sugli oggetti e quindi ad ognuno dei mille traslochi (no, circa sette, ma in sei anni, quindi sembrano mille) devo buttare via un sacco di cose. Ieri sera in un film la protagonista sfogliava un libro, tornata a casa voglio farlo anch’io ma non ce l’ho più: apparteneva alla storia di un amore passato e l’ho buttato. Troppi ricordi.

Così, quando servirò questo dolce ci saranno dentro almeno tre settimane, dalla domenica lunghissima in cui io e Orso lo abbiamo preparato, al giorno di Natale.

Weihnachtsstollen – Stollen di Natale- (tipico dolce sassone di Natale, alcuni dicono originario della città di Dresda)

Ingredienti per due grossi Stollen.
Due, perché due? Perché a Natale è sempre in tanti, perché anche se non siete in tanti lo Stollen si conserva per molte settimane, perché ci vuole un pomeriggio buono a farlo quindi tanto vale farne un po’. Perché io e Orso siamo in due e viviamo in un matrimonio talvolta molto competitivo: il mio Stollen è venuto più bello, ovviamente.

700 g Farina di grano tenero (quella bianca, 00)
300 g Farina di segale
400 g Burro ammorbidito a temperatura ambiente
100 g Burro chiarificato. Si tratta di burro a cui è stato lasciato solo il grasso: è consigliato per le alte temperature e la conservazione. Dovreste  trovarlo in vaschette o panetti al supermercato accanto al burro. Se no lo potete fare a mano. O usare il burro normale, ma questo limita la conservazione del dolce.
200 ml Latte
200 g Zucchero
120 g Lievito fresco (corrisponde a 3 cubi di lievito)
ca. 10 g Sale
3 cucchiaini spezie: Cannella, semi di cardamomo tritato, polvere di noce moscata, polvere di chiodi di garofano
Un baccello di vaniglia
La buccia grattuggiata di un limone
600 g uvette (noi abbiamo usato quelle di Corinto, perché? vedi: albicocche)
200 g Mandorle tagliate per il lungo (non a lamelle, a pezzetti)
150 g  Albicocche secche (le nostre venivano dalla Turchia: Orso si è dato allo shopping online di gastronomia)
4 cucchiai di Rum Cubano, che non è proprio-proprio il liquore tipico della Sassonia, ma è quello che paradossalmente più si sposa con la ricetta tradizionale

Per la copertura:
150 g Burro chiarificato
100g Burro
100 g Zucchero a velo
Pellicola trasparente per alimenti (non si mangia, ma te lo scrivo qui perché così non arrivi alla fine per poi accorgerti che ti manca).

La reazione del lievito!Marinare l’uvetta per due ore nel rum. Mettere le farine (1kg!) in una grossa ciotola, fare un buco al centro e mettere i tre panetti di lievito. Versare il latte riscaldato sul lievito, aggiungere un cucchiaio di zucchero ed ammirare la reazione per trenta secondi. Mescolare gentilmente il lievito con un po’ della farina che lo circonda, non tutta. Ammirare la reazione del lievito con la farina per altri 30 minuti. In questa mezz’ora si possono anche fare altre cose, ma il lievito che si muove è proprio divertente da guardare.

Impasto per lo StollenAggiungere tutti gli ingredienti tranne la frutta e mescolare bene. Aggiungere la frutta secca e mescolare ancora meglio: la cucina talvolta è meglio della palestra (la cucina è sempre meglio della palestra, altroché). Coprire con uno strofinaccio e lasciare lievitare per un’ora e un quarto.

I due StollenDividere l’impasto a metà con le mani e farne due grossi filoni da adagiare su una teglia da forno (imburrata solo se serve, io ed il mio forno professionista e professionale non ne abbiamo bisogno ad esempio). Questi sono gli Stollen, appunto. Lasciare riposare altri 45 minuti. Sono già quattro ore e mezza che siamo in ballo.

Riscaldare il forno a 155° gradi ed infornare i due Stollen per 55-60 minuti. Lo Stollen è pronto quando passa la prova dello stecchino: se infili uno stecchino al centro esce asciutto. La casa profuma dappertutto di Natale.

Stollen inzuccheratiSciogliere il burro (e il burro chiarificato) della copertura e forare gli Stollen un po’ dappertutto con un ferro da maglia. Spennellare gli Stollen con il burro fuso, facendo attenzione a farlo penetrare bene nei fori. Coprire con uno strato sottile e uniforme di zucchero a velo e fare raffreddare. Solo quando il dolce si è raffreddato ben bene, coprire uniformemente con una strato spesso ed uniforme di zucchero a velo. Avvolgere ciascuno Stollen in metri e metri di pellicola trasparente, sistemare in un luogo buio e secco (una dispensa) per circa due settimane, perché lo Stollen catturi bene tutti i sapori ed i ricordi di Natale. Quali sono i vostri? Si conserveranno come lo Stollen per tutto gennaio?

Stollen impacchettatoI tempi di attesa sono lunghi, ma mentre si aspetta di può decorare l’albero, fare le liste dei regali oppure impacchettarli. O guardare fuori dalla finestra e ricordare.

Muffin all’errore

La storia è dentro la ricetta. O la ricetta è dentro la storia, dipende da che lato le guardi. In entrambe è nascosto, neanche tanto, l’errore.

Muffin all’errore: senza cranberries e con pezzi di cioccolato.

Muffin all'errore con cioccolato e senza cranberries

Ingredienti

100g  formaggio fresco (tipo philadelphia)
250g zucchero
170g cranberries (che verranno poi buttati via. Sì, hai letto bene)
200g farina
mezza bustina di lievito (quante volte te lo devo dire che una bustina serve per 500 g di farina?)
2 uova
75ml olio di semi
aroma di vaniglia
per sostituire i cranberries e riparare all’errore: 70g di cioccolato

Questi sono muffin ai cranberries. I fruttini dentro però non ci sono. Al posto ho messo la cioccolata. Succede che talvolta qualcosa non funziona e mentre si è in viaggio bisogna bruscamente cambiare strada, abbandonare i bagagli e magari pure proseguire a piedi. Succede che era pure la strada sbagliata e ci siamo allontanati. Io, dopo aver guardato con disperazione la strada vuota  so proseguire a piedi. Ma i bagagli, quelli che non volevo ma ho dovuto e scelto di lasciare per strada mi tormentano. Quelli che ho deciso di portare invece pesano inutilmente. Insomma, più cerco di riconciliarmi con gli errori più loro ritornano su, come la cipolla.

Cranberries freschiCominciamo. Sbattere il formaggio con 25g di zucchero. Mettere il composto in frigo per farlo diventare più duro. Cuocere i cranberries con 25g di zucchero fino a che scoppiettano, mescolare e lasciar raffreddare. Assaggiare e se vi fanno schifo come a me, buttare via. Se no, buttali via comunque, credimi, che col cioccolato la ricetta viene meglio.
Ma perché devo comprare e cuocere i cranberries se poi tanto non li uso? Ottima domanda (e molto ben posta, direbbe alla radio l’amico M.). Neanche io li avrei comprati e preparati se avessi saputo che alla fine sarebbero stati immangiabili: però non c’era modo di saperlo prima mannaggia.
Perché cercare il pretesto di attaccare bottone con qualcuno per poi trovarsi due anni ed una storia d’amore dopo a cambiare strada quando lo vedi passare? Perché hai studiato tanto per fare un lavoro che non ti piace?

Vedo che mi hai capita.

impasto dei muffin con cioccolato Mescolare lo zucchero che resta, la farina, il lievito e un pizzico di sale. Tritare grossolanamente il cioccolato. Aggiungere le uova, l’olio, la vaniglia ed infine il cioccolato al composto di farina. Mescolare bene fino a che il composto si fa lucido e delizioso. Assaggiare per sicurezza.

Riempire con l’impasto gli stampini da muffin per due terzi  (i miei sono di silicone, ma di carta infilati nella teglia da muffin vanno benissimo), dovrebbero venirne una decina, a me ne sono venuti nove: mi sa che mi sono mangiata troppo impasto. Fare col pollice un buco in mezzo ad ogni muffin e posare una cucchiaiata di formaggio zuccherato.
Infornare a 170° per 20-25 minuti.

Muffin all'errore pronti per essere infornatiMagari i cranberries che ho comprato non erano buoni o semplicemente il sapore della salsa di cranberries non mi piace. Per scoprirlo ho sprecato un po’ di zucchero e di tempo, ed ora ho una pentola incrostata che mi guarda. Però almeno adesso lo so. E poi il profumo che usciva dalla pentola era buonissimo.  Per un po’ è stato bello. Per il resto c’è sempre la cioccolata.

Torta segreta alla Nutella

S. dice che se apri la dispensa dei bicchieri di una qualunque cucina italiana, senza distinzione sociale o  geografica, ci troverai almeno un bicchiere della Nutella, spesso disegnato. La Nutella in Italia trascende tutto. Ma pensa se un giorno aprissi un cassetto della scrivania e saltasse fuori un esercito di vasetti di Nutella…  A questo mi sa che neanche S. sarebbe preparata.  Questo è quello che è successo a me.

Quando ho lasciato Parigi, ho buttato via undici bicchieri della Nutella (tre li ho tenuti, c’erano sopra i Peanuts, il che li ha salvati anche dal recente trasloco Anglo-Sassone. Letteralmente: dall’Inghilterra alla Sassonia).
La Nutella costa pochissimo in Germania, un euro circa il barattolo da 400 grammi in alcuni supermercati. Nei negozi vicino a casa mia però, la Nutella non c’è: siamo bobos (bourgeois-bohemien), radical, liberal, o come vuoi da fare schifo qui, mica scherzi, in pratica puoi solo comprare patè di noccioline cresciute in libertà e che non hanno subito traumi alla raccolta: kill me now.

Eppure noi per una ragione misteriosa ci ritroviamo con cinque o sei vasetti di Nutella pieni da smaltire.  Orso la guarda con terrore: speriamo che non lo sappiano i vicini.  Io non la posso mangiare da sola tutta questa Nutella (No, tu non la puoi mangiare e basta, risponde Orso, unico uomo che possiede il segreto del mio peso). Così, decido di fare quello che tutte le persone di buon senso fanno quando si trovano di fronte ad un problema: ne ho fatto una torta.

In questa torta non ci sono né uova né burro, perchè la Nutella fornisce tutto il grasso necessario alla preparazione (il che in effetti dà da pensare)

Ingredienti
200 g di farina
50 g di Maizena
1 cucchiaio di cacao amaro (o una bustina di preparato per cioccolata in polvere, altro ingrediente altrimenti bandito dalla mia dispensa: è una vita difficile)
mezza bustina di lievito per dolci
80 g di zucchero
300 ml di latte
200 g di Nutella

Mescolare in una ciotola la farina, la fecola, il lievito, il cacao e lo zucchero. Se usi il cacao in polvere invece del preparato per cioccolata allora forse dovrai aggiungere dieci grammi di zucchero.

Scaldare la Nutella a bagnomaria. Questa è la parte più bella, guarderei il cioccolato sciogliersi per ore, come si fa con la lavatrice (forse devo riattaccare la TV. Ma ancora, che diranno i vicini?). La Nutella si trasformerà in una crema liquida, lucida e bellissima.
Unire il latte versato poco a poco (perchè così è più facile amalgamarli) e mescolare. Versare il latte nutellato sul composto di polveri, lentamente, perché si formano facilmente grumi.  Versare il composto in una teglia imburrata e infarinata e  infornate nel forno già caldo a 180° per 45 minuti. La torta è pronta per innumerevoli colazioni, ed il vicino alternativo non farà che domandarne ancora.

Naturalmente la mia è una supposizione, non l’ho offerta a nessun vicino.