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Will you marry me?

Today two people asked me to marry them. If only one person proposed I could have considered it quite ordinary, I’ve been there before (actually no, I’ve never been asked), but two: it clearly deserves some thinking and writing.

I talk about a lot of things I am not a expert of and working as a journalist doesn’t help.
I am certainly not a meringue expert, I’ve baked them only a few times. I am not a marriage expert since I’ve been married for six months only: precisely today by the way.
Maybe it’s the oven, maybe it’s the husband. But hey, they both came out well. Maybe it’s me too, couldn’t it be?

Many say that they prefer not to get married so that they can choose each other everyday. While of course I respect that, it leaves me unsatisfied. I don’t need to ask myself the question everyday. I love him so much or maybe just enough to know the answer will be “yes”. People change overtime, you say, and I agree. But I could not imagine a different and older version of myself who doesn’t love cream and meringue and raspberries and Orso.
Thus to celebrate this half anniversary and my double marriage proposal I chose a mini version of our wedding cake: Pavlova with berries.

Mini-pavlovas with berries and cream

Pavlova is not the most obvious choice for a wedding cake, since you cannot make a real a piece montée out of it, there is no cake dough in it, just meringue. Two people who haven’t known each other for long, who only had a long distance relationship, who have never lived together and who don’t speak the same language(s) are not the most obvious characters for a wedding. Sometimes you have to trust yourself with making the right choice.

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Since I’m not home I don’t have the exact recipe with me: be patient!

This cake is for Orso, who is -needless to say- in a different country than me at the moment, and for the two people who consider me enough of a friend and a marriage expert to ask me to marry them: to each other.

I said yes.

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Going German: Torta al rabarbaro

Maggio in Germania è la stagione degli asparagi bianchi e del rabarbaro. Maggio per me è il mese di Lipsia.
Cioè, è solo la seconda volta in due anni che mi trovo a Lipsia in maggio. Ma in questi anni sbagliati  in cui l’orizzonte più lontano è di un mese o due, sembra già una tradizione.
L’anno scorso  era la prima volta, l’anno prossimo forse sarà un’abitudine.
E quindi da Lipsia un’altra torta col rabarbaro.

Ingredienti
Pasta:

180 gr farina più una manciata per impastare
125 gr burro
un pizzico di sale
80 gr di zucchero a velo più una manciata per impastare
2 piccole uova
scorza grattuggiata di limone
Legumi secchi per cuocere a vuoto
Ripieno:
600 gr di rabarbaro
100gr di lamponi
100 gr di zucchero
2 uova
30 gr farina
40 gr zucchero
vaniglia
200 ml panna fresca
200 ml latte

Amalgamare gli ingredienti per la pasta, prima con un cucchiaio di legno, poi con le mani. E’ probabile che la pasta sia troppo collosa e si appiccichi perniciosamente alle mani. In questo caso aggiungere farina e zucchero a velo come fosse borotalco, per asciugare e poter tenere in mano la palla di pasta. Quando la pasta è sufficientemente compatta per farne una palla, avvolgetela con la pellicola trasparente e lasciate riposare in frigorifero per almeno un’ora, meglio se quattro: la pasta fredda sarà più facile da stendere.

Sbucciare (pelare?) il rabarbaro con cura e sottofondo di musica classica. Prima di preparare la torta sono andata all’Opera di Lipsia a vedere Der Freischutz in forma konzertant (concertante?) cioè senza costumi né scenografie, solo orchestra e cantanti. In tedesco, per due ore. Non mi sono annoiata però: ho guardato tutti i musicisti, uno ad uno, come si resta ipnotizzati dai vestiti colorati nella lavatrice o dalle foglie in autunno.
Tagliare il rabarbaro a pezzetti, metterlo su una teglia da forno  con i lamponi e coprirli con lo zucchero.  Lasciarli sudare (come fanno le melanzane col sale o Orso quando porta le mie valigie) per due ore, poi metterli in forno a 160 gradi fino a che il rabarbaro si ammorbidisce, pur restando intero.
Stendere la pasta con un mattarello e rivestire il fondo e i bordi di una bellissima teglia da forno da 22 cm,  se avete la fortuna di avere un’amica che ve ne ha regalata una bellissima. Ricoprire la pasta con della carta da forno e riempire la torta di legumi secchi, per non far crescere la torta durante la cottura a vuoto. Cuocere a vuoto a 180° per 20 minuti, senza allontanarsi troppo dal forno.
Preparare la crema mescolando le uova, la farina lo zucchero la vaniglia (in baccello, liquida o in polvere) la panna e il latte.
Spennellare la base della torta con un tuorlo d’uovo e versare il composto di frutta e poi aggiungere la crema… ma questa torta non finisce mai!

 Infornare a 160 ° per un quarto d’ora. Mangiare all’ora del tè, sulla strada per l’aeroporto o in aereo facendo invidia ai vicini condannati ai salatini.

Valentine’s raspberry and chocolate cheesecake

Premetto, questa è un’idea di Orso.

Cheesecake pronta per essere mangiata
Base:
200 gr di biscotti secchi, tipo biscotti da tè, quelli che in Francia si chiamano PetitLu e non lo dico per essere snob, ma perché sono gli unici che conosca-
150 gr burro
50gr ciocccolato fondente

Crema:
250gr mascarpone
250 gr ricotta
125 gr lamponi surgelati
100gr zucchero
3 uova
vaniglia, un pizzico

Sbriciolare i biscotti. Questo è divertente. Orso, dopo aver avuto la brillante idea di svendere il mio blog per un paio di contatti in più, mi ha proposto la soluzione seguente per sbriciolare biscotti senza sporcare. Un piccolo sacchetto (nuovo!) della spazzatura. Si mettono i biscotti, si schiaccia… ecco fatto!

Tritare il cioccolato in pezzi non troppo piccoli, se no rischiano di sciogliersi col burro. Fondere il burro e mescolarlo alle briciole di biscotto e cioccolato.

Ricoprire la tortiera (22 cm) di burro e versare il composto biscottoso. Far aderire ai bordi ed al fondo schiacciando con un cucchiaio.

Cake biscuit with chocolateMettere in frigo per almeno un’ora.

Mescolare le uova con lo zucchero, aggiungere il mascarpone e la ricotta, aggiungere la vaniglia (sottoforma di zucchero vanigliato o baccello). Usare una frusta per amalgamare.

Aggiungere i lamponi, anche surgelati, al composto e mescolare solo un poco.

Crema di mascarpone, ricotta e lamponi

Togliere la tortiera dal frigo e riscaldare il forno a 180°. Versare la crema ai lamponi sulla base biscottosa e infornare per mezz’ora.  Lasciare riposare.

Se San Valentino è una scusa per mangiare una torta intera, fatta in casa, allora va bene.

Aneddoto di San Valentino: ho scritto un articolo a tema sulle iniziative di prevenzione delle malattie sessualmente trasmissibili intitolato: “Regali di San Valentino non voluti” che cominciava con la frase: “e se il tuo Valentino si desse più di un cioccolatino?” per continuare parlando di iniziative di screening della clamidia.  Sia la frase che l’introduzione sono stati miseramente cassati, forse a ragione.

Cheesecake ai lamponi appena sfornata

First of all: this is Bear’s idea.
Biscuit
200gr tea butter biscuits, such as the French PetitLu, not because I want to be pretentious but they are the only ones I know.
100gr butter
50gr dark chocolate

Cream
250gr mascarpone
250gr ricotta
125gr raspberries (frozen if you have no choice, I hadn’t)
100gr sugar
3 eggs
vanilla, a pinch

Crash the biscuits with your hands: this is funny. Bear, after deciding that I should sell my blog to consumerism for a few more hits, proposed that I put the biscuits in a plastic bag, the one for the garbage, and then squeeze it. It worked.

Chop the chocolate in not too small bits, or it will all melt with the butter. Malt the butter, mix it with the biscuits and chocolate in a bowl.

Cover the cake pan with butter and put the biscuits mixture in it, so to cover the floor and the borders. Press with a spoon to make the biscuit base homogeneous and store in the fridge for at least an hour.

Prepare the cream mixing eggs and sugar. Then add mascarpone, ricotta and vanilla. Mix until the cream is smooth. Add the raspberries to the cream and take the biscuit out of the fridge. Pour the cream on to the biscuit and cook at 180° for 30 minutes. Let it cool down.

Valentine’s trivia: I worte an article about sexual trasmitted infections’ prevention with the title”Unwanted Valentine’s gifts” with the intro: “what if your Valentine is giving you more than chocolate?” and them went on talking about Chlamydia screening. Both the title and the intro were axed, probably very reasonably.