Gabon: se lo sapesse mia mamma + Torta di prugne rovesciata

Lambarené, Gabon, agosto 2013

Il fiume Ogooué in Lambarené, Gabon

Il fiume Ogooué in Lambarené, Gabon. Foto: GManco

Questo post si potrebbe chiamare «se lo sapesse mia mamma». Se lo sapesse mia mamma che cammino da sola, la sera sul ponte sul fiume Ogooué, nel centro del Gabon. Nel sacchetto di plastica un pesce grigliato comprato al mercato notturno di Isaac. Pesce grigliato, banane fritte e una salsa piccantissima e cipolle fresche come contorno.
Ci sono arrivata dicendo al tassista, in un taxi condiviso, di portarmi alla «station», che poi non è altro che una stazione di servizio.
Se lo sapesse mia mamma, che appena arrivata sono uscita non sapendo bene dove andare, ho trovato degli impiegati della società dell’acqua che mi hanno accompagnato al mercato più vicino.

Fish market in Lambarené

Il mercato del pesce di Lambarené. Foto: GManco

Perché ho letto che qui le persone sono gentili, perché mi hanno detto che qui le persone sono gentili, perché talvolta le persone sono gentili se pensi che lo siano. Lo so perché mi piace, questo posto grande sull’equatore dove sono sola e c’è il rumore forte degli insetti notturni. Perché sono libera, perché nessuno conosce il mio nome ma sono disposti a darmi un passaggio, a darmi un consiglio. Perché sono sola e riesco a stare in silenzio. Anche la mia testa tace.
Se lo sapesse mia mamma, che mi sono data un lavoro da fare all’equatore, non so ancora se riuscirò a venderlo, però mi sembra bello, mi sembra importante, mi sembra che qui le persone abbiano cose da dire, solo che nessuno gliele chiede, si va sempre ad interpellare gli stessi.
Se lo sapesse mia mamma, e adesso lo sa, credo che sarebbe orgogliosa.

La torta non ha niente a che fare con l’equatore. La ricetta me l’ha chiesta, che ve lo dico a fare, mia mamma

Torta rovesciata alle prugne

Torta rovesciata alle prugne: pronta!

Ingredienti
Pasta:
150 gr burro
150gr zucchero
3 uova
1-2 cucchiai di latte
40 gr mandorle tritate
mezzo baccello di vaniglia
150gr farina
lievito per dolci – sale

Copertura:
100gr burro
150gr zucchero di canna (il mio veniva direttamente dal Madagascar)
600gr di prugne viola

Torta rovesciata alle prugne: ingredientiIniziare dalla copertura (che è un po’ come il modo di dire: “begin with the end in mind” “Comincia pensando a come finire”, un consiglio da prendere in considerazione quando si dipinge una parete o sale su un albero, ad esempio).
Lavare, snocciolare e tagliare a fette le prugne.
Sciogliere il burro in una padella aggiungere lo zucchero ed ottenere una crema un po’ spumosa. Mescolare in continuazione affiché i due ingredienti non si separino. Versare questo caramello nella teglia da torta imburrata e disporci sopra le fettine di prugne. Disposte a cerchi concentrici sono più carine.  Mettere la teglia da parte e riscaldare il forno a 180°.

Torta rovesciata alle prugne
Passiamo alla base (pasta): sbattere burro e zucchero. Sbattere le uova con il latte ed aggiungerle poco alla volta al composto di burro e zucchero. Aggiungere le mandorle, il lievito, l’interno del baccello di vaniglia ed un pizzico di sale. Mescolare bene ed aggiungere la farina. Quando il composto è ben amalgamato versarlo sulle prugne che attendono sul fondo della teglia.
Cuocere per 45′, fino a che la torta supera la prova dello stecchino.

Fetta di torta rovesciata alle prugneUna volta pronta, lasciare raffreddare qualche minuto, staccare la torta dai bordi con un coltello e rovesciare la torta. Come si rovescia una torta? Si prende un piatto più grande della teglia e lo si mette a mo’ di coperchio sulla torta. Si solleva la torta tenendo una mano sul fondo ed una sul piatto-coperchio. Hop! Si capovolge con un gesto veloce e deciso!

Citazione

Spousal support

As my marriage is inspiring more and more posts recently, I grew hesitant about whether Orso was bothered by it. So I asked. Here is how it went.

“Don’t you mind me writing about our marriage in my blog?”

“No, I’m fine with it.

Anyway, it’s not like you’re successful or anything”

Even when I hate you. Street art in Bairro Alto, Lisbon

Street art in Bairro Alto, Lisbon

Siccome il mio matrimonio ha ispirato molti dei miei post ultimamente mi è venuto qualche scrupolo. Nel matrimonio siamo in due, e magari  a Orso dà fastidio. Quindi ho chiesto, ecco com’è andata:

“Non ti da fastidio che scriva del nostro matrimonio sul mio blog?”

“No, mi sta bene.

Tanto non è che hai successo, no?”

Four years – Quattro anni

Note:
Very accurate reenactment with professional actors.
Ricostruzione storica accurata con attori professionisti. 

Paris, July 2009

A casual encounter that turned into four years…

of love letters,

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of committment…

Four years of committment

… and fights!

Four years of fights

Four years of… ehm… passion!

Four years of passion

Of travels around the world.

Four years of travels around the world

Four years of travels around the world

Four years of travels around the world Four years of travels around the world Four years of travels around the world

Four years, and it’s just the beginning.

It's just the beginning

Scenes from a European marriage: Breakfast

[English text below]

Anche se non l’ha detto io l’ho capito, che oggi è stato il giorno più bello della sua vita. L’ho visto nei suoi occhi, quando mi ha detto: “C’è il Müsli in offerta al supermercato, non è mai costato così poco” Così abbiamo preso lo zaino, le borse, i cestini aggiuntivi delle biciclette. Siamo arrivati a casa con 14 scatole e lui, con ancora gli occhi che brillavano mi ha detto: “Io ci torno anche domani”

Orso and his Müsli at home
Sono sicura che se mai avremo figli Müsli verrà fuori nella rosa dei nomi.

Even if he didn’t say so, I knew it. I knew it was the best day of his life. I saw it in his eyes, when he told me: “The Müsli is on offer at the supermarket. It has never been so cheap!” We took the backpack, the bags, the additional bike baskets and we came back home with around 14 boxes of Müsli. His eyes were still glittering when he told me: “I go back tomorrow”.

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I am sure that if we ever have kids, Müsli will come up among the baby names.

Vi presento la mia vicina di casa: Barbie

Questo post viene da un altro blog appena nato e ancora in fase di sperimentazione, un blog collettivo su cui riflettiamo sulle questioni di genere, ma soprattutto in cui parliamo di donne, per dare loro visibilità negata. Talvolta poi, come in questo post, divaghiamo.

Le Donne Visibili

Permettetemi un post personale per parlarvi di una mia grande amica d’infanzia.

Barbie ha preso casa a Berlino. In occasione dell’apertura di una casa di Barbie a grandezza naturale ci sono state molte proteste. Contro la nuova Berlinese, perché si dice che rappresenti un modello sbagliato di donna, tutta bellezza, curve e zigomi. Che con il gioco si trasmetta un modello sbagliato di donna adulta. Capisco le critiche, ma mi sembra che si tratti più di una visione della donna che si riflette sui giochi per bambini e quindi sulla Barbie, piuttosto che il contrario.

I mille lavori di Barbie

Forse le Barbie sono cambiate negli ultimi vent’anni ma per me Barbie ha sempre rappresentato la donna indipendente, padrona della propria vita e delle proprie scelte. Un modello da seguire da ammirare. Prima di Hillary Clinton, di Fabiola Giannotti e di Sheryl Sandberg, la mia Barbie già sapeva di poter essere tutto. Infatti aveva un…

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The balloon box

[Testo in italiano sotto]

I love balloons.

The balloon box: ready to celebrate

When Orso moved to Paris from another continent, I inflated 50 ballons. For our wedding we had balloons all over the garden. For my 30th birthday, I inflated a dozen ballons for myself, as Orso is afraid of balloons and he only inflates them to the point that they look… well, like dried fruits. Anyway, the balloons that I inflated for my birthday never deflated, or yes, they did, but very slowly. So we put them in a box that became the balloon box. From that day, every time that there is something to celebrate, a reportage sold, a contract secured, a cake well baked, I get a balloon shower and believe me, it’s the best quick celebration ever. It works like this:
-Close your eyes
-Have your celebration partner hanging the balloon box over your head
-Have your celebration partner turn the box so that the ballons fall on you and on that very moment…
-open your eyes and enjoy!
Of course, there is the deep meaning that keeping the balloon box is like saying: every day can be the day when I make it.
But the bottom line is: whatever happens, I kind of trust my future, I have balloons.

Io adoro i palloncini.

The balloon box

Quando Orso è arrivato a Parigi da un altro continente, ho gonfiato 50 palloncini. Per il nostro matrimonio c’erano palloncini rosa e viola in tutto il giardino. Per il mio ultimo compleanno, il 30esimo, ho gonfiato una dozzina di palloncini per me, visto che Orso ha paura dei palloncini e se li gonfia lui sembrano al massimo dei frutti secchi. Insomma, questi palloncini che ho gonfiato per il mio compleanno in Novembre, non si sono sgonfiati, anzi sì, ma molto lentamente. Così li abbiamo messi in una scatola che abbiamo chiamato la scatola dei palloncini. Da quel giorno, ogni volta che c’è qualcosa da celebrare, un reportage venduto, una torta ben riuscita, ricevo una doccia di palloncini colorati. E’ il modo più bello per celebrare in ogni momento. Si fa così:
-Chiudi gli occhi
-Il tuo compagno di celebrazioni deve sollevare la scatola dei palloncini sopra la tua testa
-sempre il compagno di celebrazioni ti rovescerà i palloncini sopra la testa, in quel momento…
-apri gli occhi e divertiti!

Certo, potrei dirvi che c’è un significato profondo. Tenere una scatola di palloncini significa che ogni giorno potrebbe essere il giorno in cui ce la farò.
Ma alla fine il punto è: qualunque cosa succeda, ho un po’ di fiducia nel mio futuro, ho i palloncini pronti.

Fuori tema: presidentessa altrove

A marzo ho aspettato per due ore al freddo per cercare di entrare ad una conferenza che Michail Gorbaciov avrebbe tenuto qui a Lipsia per presentare il suo libro di memorie. Perché 80 anni è il tempo giusto per le memorie, i bilanci. Come molti altri, io ero lì per vedere dal vivo un pezzo di storia.
Gorbaciov è nato nel 1931 quando Giorgio Napolitano, nuovo presidente della Repubblica, aveva già circa sei anni.

Io ho sempre pensato e detto di vivere all’estero per una scelta personale, per una “vocazione” ad essere straniera. Insomma, la mia non è mai stata una scelta “per non vivere in Italia”, anche se di motivi per chi è nato negli anni 80 ce ne sarebbero stati.

Posso dire che è la prima volta in più di sette anni che mi viene da pensare e dire ad alta voce: sono contenta di non vivere in Italia.