La giardiniera incostante

Piantina di timo e bambolina giapponese Io non so niente di giardinaggio. Ma proprio niente. Per questo vorrei che la mia vita gli assomigliasse un po’ di più. Al giardinaggio.
Dicevo, non so proprio niente niente eppure ogni volta che arrivo in una nuova casa prima o poi viene il momento: e se mi prendessi cura di qualche pianta? Quando arrivai in Inghilterra ho persino comprato dei bulbi pensando che un caotico giardino all’inglese facesse per me: i fiori non spuntarono mai. Prima tenevo le mie tre piantine sul davanzale davanti alla porta del mio appartamento parigino, perché all’interno non c’era abbastanza spazio. Un giorno scoprii davanti alla mia porta la vecchina del terzo piano prendersi cura delle mie piante di nascosto: “le ho viste così malmesse, pensavo che fossi partita da tempo”. Ero in casa. Da quel giorno le ho affidato le mie piante che fossi in aereo o solo sotto la doccia e quando ho lasciato Parigi gliele ho regalate, o almeno i loro amabili resti.

Insomma, per dire quanto io non ne sappia niente. Però mi piace sempre di più occuparmi di piante. Quello che mi piace è che lo faccio con una convizione che sembra che io sappia tutto, con una sicurezza che sembra dire: io so cosa sto facendo, anche se il mio unico attrezzo è un cucchiaio da minestra. Dieci, venti giorni dopo forse non spunterà niente, e la maggior parte delle volta non spunta niente. La maggior parte delle altre volte ciò che è gia spuntato muore.
Ma talvolta qualcosa spunta e talvolta l’origano dimenticato durante il nostro inverno africano ritorna in vita. Così nel giardinaggio qualunque cosa bella è un regalo, qualunque cosa brutta un incidente già dimenticato.
Siccome la vita io l’affronto proprio al contrario, mi chiedo se non debba darmi al giardinaggio. Ma solo così, senza mai imparare nulla.

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3 risposte a “La giardiniera incostante

  1. Anche a me piace molto occuparmi di piante… in certi casi è una cosa piuttosto istintuale, acqua, sole e amore, altre volte invece imparare qualcosina su di loro non è male, anche perché aumenta la soddisfazione di vederle crescere bene! E’ un po’ come con le persone, quando sai come prenderle, la compagnia migliora!

    • Quello che mi piace è che per qualche motivo quando si tratta di piante non mi importa mai di sbagliare. Ho visitato il tuo blog (vedila così: l’acidità è senso critico e la pedanteria… cultura!) ed ho visto che sei di Bologna: questa settimana sembra che tutto mi porti nella tua città!

      • Eh, eh, eh grazie per il tuo punto di vista! Non so se conosci già Bologna, ma in ogni caso non ti deluderà perché è fantastica sotto quasi tutti i punti di vista! L’unica cosa è il terribile caldo africano previsto… ma resisteremo! Vieni per il festival di repubblica?

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