Postcards from China: Carpe diem, e poi vediamo

Ritornata in Francia, parlo con un ricercatore cinese dell’ufficio accanto al mio. Fang Ming studia le abitudini alimentari dei cinesi emigrati in francia (ci sono proprio tesi di dottorato su tutto, eh?) .

Beijing, Qianmen Dajie

Gli racconto dello shock che ho provato sulla QianMen Dajie. La grande strada che odorava come le anatre appese ai fili elettrici, il groviglio di fili elettrici che sembra un’opera di arte contemporanea, gli animali, i vecchi che giocano a scacchi per strada. La strada che conoscevo non c’è più, questo lo posso anche accettare ma: dove sono i suoi abitanti?

Fang Ming ride e replica che è normale, che in Cina ormai si pensa solo al presente. Non c’è altra via che quella più veloce. A pensarci bene non è stato sempre cosi’, anzi, è stato proprio il contrario. Semplifico un po’, ma la Cina è stato il Paese degli imperi e delle dinastie che si credevano eterne, dove il singolo uomo passa, non conta, ma la storia, l’impero. La Cina, resta e resterà. Ora gli edifici sono costruiti in pochissimo tempo e danno l’impressione che in altrettanto pochissimo tempo invecchieranno. Un po’ più di dieci anni fa sono stata in un hotel della zona delle ambasciate, Sanlitun, sembrava bellissimo e enorme all’epoca, ora rispetto ad altre zone della città sembra vecchissimo, sei anni sono una vita, venti, un’eternità.
Beijing, Qianmen Dajie Dov’è finita quell’idea del mondo e della storia che consentiva di pensare a cento mille anni più in là? L’esercito di terracotta è stato costruito da un imperatore che credeva che il suo impero sarebbe durato diecimila anni. Ne è durato solo dieci e la Muraglia, sempre opera sua, in realtà non è mai servita. Sono delusioni come queste che fanno pensare solo all’oggi?

Tutto quello che oggi è nuovo e scintillante, domani odorerà già un po’ di vecchio. Mi piacerebbe intervistare un urbanista cinese, o anche un urbanista tout court, se ce ne fosse uno fra i miei lettori.

Beijing, Qianmen Dajie

Costruire solo per il presente non sarà un errore? Andare avanti un giorno alla volta è sostenibile? Se sono d’accordo sul fatto che bisogna prendere le occasioni senza mai farsele sfuggire, vivere alla giornata mi sembra una decisione poco saggia. E cosi’ mi chiedo, se esiste solo il presente, il passato non conta e il futuro è troppo lontano,  intrappolati in un enorme carpe diem, spinti a tutta velocità, si saprà ancora dove si sta andando?

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Una risposta a “Postcards from China: Carpe diem, e poi vediamo

  1. hai scatenato una riflessione. e un post che scatena riflessioni è di certo un grande post. grazie!

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