Il gusto dei libri

Di ritorno a Parigi dopo un giro di ricognizione a Milano e Lipsia, prendo un giorno di ozio: non ho niente da fare. O meglio, ho deciso che non ho nient’altro da fare che mettere un giorno di niente fra due settimane piene di eventi e di viaggi. Per rimettere in ordine gli appunti, raccogliere le idee e procedere più veloce. Mangio quello che capita e vado nei luoghi che mi confortano. Ognuno ha il suo, no?

A me piace passeggiare in un museo con passo svelto, magari gratis, ma soprattutto essere circondata dai libri. Non che li legga tutti, eh. Ma li guardo tutti quanti e ne sfioro tanti, come i fiori al parco. E leggo, perché quando compri un vestito lo provi prima, allora perché non fare lo stesso in libreria?
Alla fine passo più tempo con quelli che non comprerò. Oggi ho letto un fumetto erotico femminista, qualche libro di lingua e di psicologia e poi sono andata alla ricerca di torte. Di solito perdo l’orientamento ed il conto e arrivo alla cassa con troppi libri, così devo scegliere.
Sono tornata a casa con un libro di torte semplici, una guida di Pechino in inglese  e un regalo. Le torte sono quelle di Kluger , che mi ha convinto perché dalla prima pagina si dichiara come me sostenitrice del forno (e NON del microonde!) per riscaldare le torte. Ma soprattutto perché l’autrice è un’avvocatessa che portava dolci alle cene, e adesso dirige il suo ristorante nel nord del Marais. E anche perché le foto non sono eccessivamente belle.

Errore immobiliare: nei negozio di chincaglierie non c’è un vaso abbastanza piccolo per piantare i fiori nel mio appartamento. Is the universe trying to tell me something?
Errore culinario: ho comprato la cena alla gastronomia greca “Le Pyrée” su Boulevard Saint Germain: troppo olio e pochi dolci. La mia prima critica negativa ermetica, come Ungaretti dal grande appetito.

Ci sono i giorno buoni, in cui tutto si trasforma in ispirazione. Anche il documentario sulle coste tedesche del Baltico che guardo dopo cena (L’Allemagne des bords de mer su Arte+7 ) Perché sono snob anche da pigra.
Il gestore del porto della più piccola città tedesca, Arnis, si chiama Hans ed è un uomo molto bello, e non del tipo che di solito incontro in metrò.
Hans ha studiato economia ad Amburgo, lavorato un poco all’ONU (ma c’è un 20 or 30 something che non abbia lavorato all’ONU ai nostri giorni?!) ed era lo stesso infelice. Dice: “ Prima pensavo che dovevo cambiare il mondo e compiere qualcosa di straordinario, c’era di certo una parte di ego in tutto questo. Adesso invece mi sento bene”.
Quindi eleggo Hans eroe del giorno. Mi rendo conto che facciamo tutti degli errori, e che tutto diventa materiale da racconto o ingrediente da torta.

Qualcuno di voi ha una storia simile a quella di Hans, dell’avvocatessa pasticcera, o dell’agopunturista fotografa da darmi? Offro in cambio una torta e le parole per raccontarla. Penso ad una massaggiatrice laureata professionista del commercio al dettaglio o al fotografo formatore, che mi fanno pensare che sì, si può avere tutto e magari io sarò davvero un’autrice gourmet.

Ho 27 anni e mezzo: il tempo stringe e allo stesso tempo mi dà l’impressione di non essere mai stato tanto.

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Una risposta a “Il gusto dei libri

  1. ti racconto quella di un amico.

    faceva il fotografo di moda. dove? ma a milano ovviamente, dove nessuno fa quel lavoro.
    nessuno se prendi 2 persone a caso, se ne prendi 3, già becchi un bel fotografo di moda …

    party, droghe, eccessi, litigi con amici e depressioni varie …
    poi un’estate è andato in ferie a pantelleria mi pare e lì: zack !
    già c’aveva il pallino della cucina, ma ha beccato un ristorantino e si è messo a cucinare per loro a tempo perso …

    ora, inventa piatti pazzi, molti senza senso, e tutti lì a sgolarsi in complimenti. ha cominciato a farsi conoscere nelle metropoli e adesso guadagna come un pazzo …

    ora: party, droghe, eccessi, litigi con amici, ma pare che le depressioni siano molto ridimensionate …

    queste sono le storie che mi piace ascoltare, quelle di gente che cambia a bastonate la propria vita oppure solo per gran colpi di fortuna, che si dimentica in poco tempo chi era e come soffriva poco prima … bello.

    quindi: inventa le tue torte e apri un negozietto, poi un altro e ne fai una catena.
    vuoi un nome per il tuo progetto?
    s-torte

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