L’uomo bello

L’uomo che si vede bello passa davanti a me nella banchina dove aspetto un’amica per andare insieme a cena. Da quando da circa un mese sono anch’io oltre la magica soglia-sconto dei 26 anni ogni biglietto del metro è prezioso e dunque le banchine stanno diventando un luogo prediletto per l’incontro.

Sbalgiato prendere i mezzi senza qualcosa da leggere. Ma se non avessi passato dieci minuti di attesa inattesi non avrei avuto modo di osservare l’uomo bello.
L’uomo che si vede bello ha la sciarpa che dice: siamo a Parigi.
L’uomo parigino infatti porta spesso la sciarpa. Inutilmente visto che è troppo larga o troppo sottile per coprire alcunché. (E stasera ce ne sarebbe da coprire visto che io, la donna che non conosce la manica lunga, porto ben due sciarpe, una interna ed una esterna).

L’uomo che si vede bello è pulito nelle forme e nei colori, come un prototipo. Scarpe, cappotto e maglione ciascuno di un solo colore, sfumature di grigio.
Il capello è lungo, perché l’uomo francese in genere si fa crescere i capelli e la chiama pettinatura, e l’uomo che si vede bello non è da meno. Il casco bruno ed ondulato gli permette il vero gesto dell’uomo bello: la mano fra i capelli, le dita che dalla fronte si perdono nel folto.
L’uomo bello non ha, malgrado i quasi quarant’anni ad occhio, nessuna calvizie né canizie. Ha una barba appena accennata ma scura, perché l’uomo bello non è mai appena rasato.
L’uomo che si crede bello mi piace, non per la sua bellezza ma nella sua compiacenza. L’uomo che si crede bello, però, mi guarda. Non voglio dargli soddisfazione, non capirebbe che non mi attirano i suoi occhi scuri o la sua eleganza o il suo cappotto che è già soffice allo sguardo.
Noto che l’uomo che si crede bello si espone sottolineando i suoi due unici accessori.
La sciarpa blu a scacchi di cui sopra ed un libro. Vorrei scoprire discretamente e faticosamente cosa legga un uomo bello, ma lui non mi permette la scoperta. L’uomo bello vuole che si sappia che legge. L’uomo che si crede bello getta in faccia a tutti i passeggeri in attesa che legge poesie di Baudelaire quando esce il sabato sera.
L’uomo che si vede bello vuole che si sappia che è alto e maledetto.
Il confine fra la bellezza ed il ridicolo è sottile. E questo confine stasera è lo Spleen de Paris.

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Una risposta a “L’uomo bello

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